Un bene prezioso, porta di Vallavena

Amblar


“Un tempo il bosco era un bene prezioso. Da esso la gente ricavava il legname, con il quale poteva scaldare le case e farci dei soldi vendendolo. In certi luoghi divenne un vero oggetto di contese. Fin dall’anno 1000 la riserva forestale di Vallavena era gestita da tre comunità comproprietarie: Romeno, Don e Amblar. 300 anni dopo, in seguito a degli scontri, gli ultimi due paesi passarono sotto il controllo dei Conti del Tirolo, mentre Romeno rimase sotto l’influenza del principe Vescovo di Trento. I rapporti per l’utilizzo del bosco si fecero tesi e scoppiarono liti che minacciarono di far cessare il clima di buon vicinato tra i villaggi. Per mettere fine a tutto ciò, in mezzo alla foresta, lungo il confine delle proprietà terriere, alzarono me, la porta di Vallavena, con il compito di regolare il taglio del legname e far calmare le acque. Ogni sera, dopo aver fatto passare gli ultimi carri carichi di legna, mi chiudevano con una grande catena, la cui chiave era custodita nella chiesa di Santa Brigida a Don oppure consegnata a un custode, il gaggiaro”.

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