1/3 Ricordi d’infanzia, Dino

Marocche di Dro

“Le marocche sono il più grande sistema di frana di materiale lapideo d’Europa, chilometri e chilometri di pietre accatastate l’una sull’altra. È un vero e proprio sistema perché non si sono create attraverso un crollo unico, ma con almeno una decina di essi nel corso del tempo. Immagina la valle coperta dal ghiacciaio del Garda in ritirata: venendo meno la pressione laterale del ghiaccio sulle pareti, le montagne si fessurano, si spaccano e cedono. Un cedimento dopo l’altro durante la storia ha portato quasi metà del monte Brento da lassù a quaggiù, fatto a pezzi e sbriciolato. Dicono che uno in particolare di quegli eventi dev’essere stato immane e abbia generato colline di detriti alte 250 metri, che con la forza d’inerzia dei massi in caduta si sono accumulate sull’altro versante della valle. C’è una leggenda che racconta della città di Kas, i cui abitanti vivevano nella lussuria e nel vizio. La frana che causò le marocche sarebbe il risultato di una punizione divina ai loro danni. La cosa interessante è che nel ’22, durante uno scavo per ampliare la condotta della centrale idroelettrica di Fies, gli operai trovarono un pezzo di tegola a quaranta metri di profondità. Questo prova che effettivamente nella zona erano presenti degli insediamenti databili in epoca romana e che l’ultimo crollo dev’essere avvenuto in tempi piuttosto recenti.”

Storia scritta per Garda Trentino