3/4 Galeas per Montes, Lago di Garda

Torbole

“Era il mese di gennaio del 1439. Una flotta di otto imbarcazioni, fra galee e fregate, assieme ad altre venticinque barche grosse, imboccò le foci dell’Adige in magra, risalendone a fatica il corso fino all’altezza di Mori. Il livello dell’acqua era talmente basso che nei punti meno profondi il pescaggio dovette essere alleggerito con galleggianti di legno per non danneggiare gli scafi o incagliarli nel fondale. Superato il primo tratto via fiume, le navi furono tratte in secca e caricate su enormi supporti di legno concepiti per l’occasione. Sterratori, carpentieri e falegnami avevano realizzato in pochissimo tempo una lunga pista costituita da tavole di legno che risaliva nel modo più lineare la stretta valle di Loppio. Per farla avevano prima livellato il terreno, sradicato alberi, divelto macigni e demolito completamente due casolari. Dopo lunghi preparativi, lentamente, la flotta scricchiolante si mise in moto. Per trainarla occorse il sudore di più di 2000 buoi e di centinaia di schiavi rematori, oltre a quello di tutti gli uomini in forze che si riuscirono a trovare nelle vicinanze. L’operazione più complessa da affrontare non fu però la salita al Passo san Giovanni, per la quale bastò un’immensa dose di forza fisica, ma la ripida discesa verso Nago e Torbole. Questa fase richiese tutta l’astuzia dei veneziani, che dovettero frenare la corsa delle navi con tutti i mezzi a disposizione: oltre a far tirare verso monte le funi a schiavi e buoi, ancorarono le cime a degli olivi secolari, molti dei quali furono sradicati dal peso insostenibile. Ma non solo, per la calata nella Valle di Santa Lucia, che porta a Torbole, aspettarono il pomeriggio, momento in cui l’Ora del Garda soffia forte da sud a nord, così da poter spiegare le vele e sfruttare anche il vento per contrastare l’inerzia dei navigli. Dopo due settimane di lavoro intenso, dopo aver coinvolto migliaia di persone e aver speso una fortuna, la flotta fu messa in acqua a Torbole: Venezia era pronta alla battaglia.”

Storia scritta per Garda Trentino